Wednesday, March 13, 2013


In questo periodo mi ritrovo ad ascoltare amiche e conoscenti e trovarmi assolutamente in disaccordo. Non sempre mi sento libera di esprimere la mia opinione vera e cosi' taccio e rimugino da sola. Non dico loro che hanno ragione, ma non dico neppure cosa ne penso, e spesso mi rento conto, fra l'altro, che non e' neppure richiesto. Prima ne parlavo con la psico, ora che la psico non c'e' piu', non trovo nessuno con cui parlarne ed allora sfrutto il blog. 
Non so se sia mancanza di fiducia in me stessa o il fatto che sia umanamente comprensibile sentire che ci sia qualcuno che la pensi come te, sta di fatto che mi ritrovo sola nelle mie opinioni e pensieri. 
Case and point: ci sono due amiche con cui l'anno scorso si usciva spesso. Eravamo tutte e tre single e sui 35-40 (lavoro, casa etc). E tutte e tre single da diversi anni, quindi in un certo senso abituate a questa condizione (o cosi' credevo). Tutte e due si dedicavano molto alla ricerca di un compagno, soprattutto con i famosi siti online, dedicati al caso. Questa cosa online non fa per me, e quindi ero quella che, fra tutte, aveva meno "carne al fuoco" (ma per scelta ovviamente, cosa di cui non mi pento). Sta di fatto, che verso ottobre-novembre tutte e tre incontriamo qualcuno, e mentre per me dura due settimane scarse, loro ancora sono con i rispettivi compagni. Fin qui tutto OK, sono contenta per loro, che sembra abbiano trovato cio' che cercavano. 
Tuttavia, da allora ad oggi, i discorsi che fanno mi fanno venire l'orticaria! con loro non dico nulla, ma almeno qui mi sento libera di esprimermi! prima di tutto, loro non erano contente da single, come io pensavo, anzi peggio pensano che nessuno possa essere contento da single, ma che la condizione naturale sia avere un compagno. Cosa su cui non sono assolutamente d'accordo! e con questo non dico che non mi farebbe piacere avere un compagno, ma che da cio' non dipende la mia felicita'. 

Una di loro due, dopo 2 settimane aveva gia' individuato cosa cambiare di casa sua e cosa tenere (e purtroppo da tenere c'era ben poco, a parte lui) e dopo tre, era gia' su internet a fare shopping per lui, perche' si sa, un uomo ha bisogno di una donna che faccia queste cose (e loro - gli uomini - non ci pensano). Come facessero prima, fa parte dei misteri della vita, visto che stiamo parlando di un uomo che vive da solo da anni e non e' un ragazzino. Capisco piu' uomini come mio babbo, che ha sempre bisogno di mia madre a presso quando fa shopping, visto che sono sposati da quando avevano 20 anni e non hanno mai vissuto soli.  
L'altra e' scomparsa, gia' dal giorno 2 si e' quasi trasferita da lui e non si vede piu'. Non e' neanche questo che trovo piu' assurdo (ognuno ha i suoi tempi, e per il solo fatto che io sarei piu' lenta, non significa che tutti debbano esserlo), ma ci sono cose che non capisco tipo pure lei si sta preoccupando del suo (di lui) abbigliamento, come se davvero 'sti poveretti (ormai ultra 40enni) non sapessero vestirsi o scegliere i vestiti adatti per loro. Inoltre dovavamo vederci una sera noi 3 amiche, il lui in questione aveva una cena di lavoro, e avrebbe voluto che lei andasse con lui, ma non si ricordava che lei aveva un altro impegno (un'incomprensione, capita fra coppie) e c'e' rimasto male. Sta di fatto che non ci si e' viste (per altri motivi) ma il commento di quest'ultima e' stato: fortuna che sono andata alla cena, perche' lui si sarebbe sentito solo e ce l'avrebbe avuta con me (chissa' poi per quale motivo), al tavolo c'era una donna molto sexy con cui si sarebbe potuto consolare. Adesso, prima di tutto, non capisco perche' lui debba avercela con me, visto che io avevo deciso di uscire settimane prima! poi io devo assecondare il mio compagno, perche' altrimenti trova qualcun altra, si vendica?              

Ma le donne che non vogliono fare le compagne e non le mamme esistono? le donne che hanno abbastanza sicurezza in se' da non temere che il proprio compagno le molli perche' non fanno esattamente tutto quello che vogliono loro? le donne che sanno essere single e non si sentono da meno delle donne in coppia o sposate? Capisco che la societa' davvero ti possa influenzare in questo senso, ma ci saranno persone che vanno oltre?
Ecco, se ci sono, spero di conoscerne tante e presto. 

P.S. Volevo passare ad amici maschi, ma ultimamente le mie intenzioni sono state magistralmente fraintese, che ho optato per rivedere il mio atteggiamento in quel senso!    

Friday, February 15, 2013

Ogni fine e' un nuovo inizio.


Dopo poco piu' di due anni si conclude il mio percorso terapeutico. O almeno, si sospende a data da destinarsi, se mai ce ne sara' una. La decisione e' stata solo la mia. Lei (la teraputa) mi ha invece consigliato di continuare e di lavorare sulle ultime cose di cui abbiamo parlato nella nostra ultima seduta. Ha anche detto che questo periodo di confusione ed isolamento che sto passando potrebbe essere utile in terapia, per aiutarmi a capire meglio me stessa e ad affrontare cose che non vanno. Lo so che probabilmente ha ragione, ma al momento io non ne ho voglia. E cosi' ho mantenuto la mia decisone e per ora ho sospeso. 
Ho fatto terapia per anni (2 piu' sei mesi piu' 2 e qualche cosa, totale quasi cinque) andando sempre regolarmente in tutti i casi. Fuori dalla terapia, ho fatto sempre del mio meglio per riflettere su cio' che ci eravamo detti, per cambiare atteggiamento e vedere le cose in modo diverso. Piu' di cosi' non so bene cosa fare. Pero' a me di risultati non sembra di averne visti. O meglio, si ne ho visti, ma non tanto quanto avrei voluto. Quindi o che ho fatto le cose sbagliate senza volerlo, o che dovrei rivedere i miei obbiettivi.   
La scorsa settimana (dopo la seduta di terapia che mi ha fatto decidere di smettere) sono tornata a casa e mi sono fatta male senza ritegno. Il giorno dopo, replica. Questa cosa dell'autolesionismo, e' sempre li', che attende di saltarmi al collo e prima o poi ci riesce. Ed onestamente non ho neppure troppa voglia di fermarla. Tanto, penso, non e' che nessuno deve guardarmi, non e' che ho un moroso che potrebbe insospettirsi a vedere la gamba destra piena di lividi e graffi. Il tutto rimane inevitabilmente nascosto sotto vestiti alla moda e colorati, quindi? che differenza fa? per quanto questo discorso mi sembri stupido (e lo e' proprio), non riesco a cancellarlo dalla mia testa, rimane li' da qualche parte e non so ne va. Poi (e questo mi sembra doveroso dirlo) dopo essersi fatti del male, si sta peggio di come si stava prima, con gli stessi problemi, e quindi non risolve nulla, anzi complica le cose. Questo lo so, e quando nel 2006 finii i primi due anni di terapia l'avevo non solo capito razionalmente, ma anche internalizzato. Oggi, no, lo capisco solo razionalmente, lo so, ma poi qualcosa capita e scego la via dell'autolesionismo. 
Anche col cibo, si, ho un'alimentazione sana, cucino, mangio quello che mi piace. Ma ho sempre paura di uscire a cena con amici, tanto che guardo il menu' su internet prima, cerco di prendere cose in comune con altri cosi' mangio meno. Ho sempre i miei cibi sicuri su cui punto per sentirmi meno in colpa, sempre a cena fuori o quando cucino. Recentemente se vado fuori a cena, l'altro pasto lo salto, faccio uno spuntino, perche' fare due pasti di cui uno fuori mi causa troppi sensi di colpa. Non conto le calorie, e mangio, non e' che faccio diete da fame. Ma l'ossessione cibo non e' sparita, diciamo che e' gestita e mi permette di condurre una vita "normale". La mia conclusione e' che questo livello e' il meglio cui posso arrivare. Si, magari se fra un po' di tempo, la mia vita diventa meno stressante, magari mi capita qualche cosa di bello sul lavoro, o incontro qualcuno di speciale. O trovo un gruppo nuovo di amici con cui davvero ho una sintonia speciale. Ecco che allora le cose possono andare un po' meglio, l'ossessione puo' diminuire. Ma e' un'oscillazione, e se il gruppo sparisce, il lavoro si incasina, l'amore finisce, ecco che piano, piano, torno a come sto oggi. 

C'e' stata una parentesi della mia vita in cui ero sana. E' durata un paio di anni, forse anche tre. E poi? poi piano piano sono tornata indietro. Non so neanche io come sia successo perche' sia successo. E' capitato. Piano piano ho inizaito a ridurre le calorie, ed in proporzione i sensi di colpa per cio' che mangiavo hanno iniziato ad aumentare. E poi e' tornato l'autolesionismo, da un giorno all'altro, come un ex-moroso che ti telefona dopo anni. Ed io pensavo che fosse una parentesi, un incidente di percorso, che, una volta affrontato, sarebbe andato via. Invece ahime' l'incidente di percorso era quel perido in cui ero sana. Quindi tutto cio' in cui penso sia realista sperare e' un altro incidente, un'altra oasi di serenita' che non so quando e se tornera'.       

Avete presente quando vedete quelle foto per la campagna contro la volenza sulle donne che mostrano quelle povere vittime pieni di lividi. E tu le guardi, e ti chiedi chi siano quei mostri che hanno potuto ridurre cosi' un essere umano. Ecco, quel mostro sono io. Non con il corpo di altri, ma con il mio. Ed io le guardo, e mi fanno tenerezza, vorrei abbracciarle forte e dire loro che mi dispiace. Ma quando guardo i miei di lividi, non sento niente. Li guardo, mi scrollo le spalle e finisce li'.   

Wednesday, February 6, 2013

A volte ritornano


E' da tanto che non scrivo piu' qui, ma non sono mai stata brava ad avere un diario, o a scrivere tanto. Scrivevo alle mie amiche, quando da piccola andavo al mare ed incontravo persone di citta' lontana dalla mia, o quando mi sono trasferita in giro per il mondo. Se non c'e' nussuno che legge, probabilmente non mi viene spontaneo scrivere. Ma forse mettere nero su bianco cio' che sento potrebbe aiutarmi. 

Avete presente quei casi di tossicodipendenti che non guariscono mai e che escono ed entrano in comunita' per tutta la loro vita (o finche' non muoiono di overdose)? ecco, io sono una di quelle. In versione meno tragica, ovviamente. Ho una vita, un bel lavoro, tanti amici. Esco e faccio tante cose. Poi quando chiudo la porta di casa, mi riempio di tagli, di lividi, dappertutto. Oppure mi sento ossessionata dal cibo, e da cio' che ho mangiato. Non e' sempre stato cosi', ho avuto momenti belli, momenti di serenita' e normalita'. Ma poi si ritorna li'. Lo sapevo che sarebbe stato cosi', ma e' dura da accettare. Credo che accettare di essere cosi', con questi problemi sia dura. Ho fatto anni di psicoterapia, nella segreta speranza di poter guarire, ma non sono guarita. Anni fa ero convinta del contrario, mi alzavo ogni mattina e lottavo per mandarli via, per essere "normale", per essere una persona come tutti gli altri e mi sono illusa di poter vincere. Ma non si vince, si deve accettare come il colore dei capelli, l'altezza e la forma delle tue ossa. Puoi metterti i tacchi, farti la tinta e vestirti in un certo modo, ma alla fine puoi dare un'impressione diversa a tutti, ma non a te, perche' tu sai.

Un mio modo per mantenermi normale in mezzo a tutto cio', e' fare il maggior numero di cose normali che posso al giorno. Cosi' anche se c'e' una contraddizione nel graffiarsi senza ritegno, e poi darsi la crema vellutante dopo la doccia, so che sto facendo qualche cosa di normale, non mi lascio andare al mio probelma ma mi tengo aggrappata alla vita! Cosi' nonostante tutto, esco sempre vestita bene, curata e mi trucco! cosi' ricevo un sacco di complimenti, sul mio abbigliamento, su come sono sempre curata e ben vestita. Forse dovrei essere contenta di questi complimenti, perche' mi dicono che sto facendo un bel lavoro. Non sono serena, ma lo faccio, ed e' meglio di niente. E spero un giorno di esserlo anche. Pero' la realta' e' che li odio, perche' nessuno va oltre, non vede la tristezza che c'e' dietro tutto questo, non mi vede quando piango nella metro mentre vengo al lavoro, non mi vede a casa, quando mi riempio di tagli e pugni. 
Ma non e' una lamentela, perche' alla fine sono io che lascio tutti fuori, sono io che metto delle barricate fra me e la gente. Ho cio' che chiedo. Solo che a volte, vorrei poterne far entrare uno a tenermi compagnia, a stare con me in tutto questo casino. Ma come fai a coinvolgere qualcuno? soprattutto quando tu per prima vorresti alzarti ed andartene?    

Tuesday, August 28, 2012

OMMMMMMM......

Sono le 5 passate e sono ancora al lavoro....ho cosi' tanto da fare e la mia situazione e' cosi' precaria, che mi sento soffocare. E' normale avere l'ansia nella mia situazione, lo capisco e quindi devo solo fare un bel respiro ed andare avanti.
Vorrei solo avere qualcuno con cui potermi sfogare, lasciar uscire tutto e via piu' forte di prima. Ma purtroppo, le ultime cose che ho imparato sono contro tutto cio', ed e' dura essere soli a livello emotivo (perche' avere persone vicine non ti da' necessariamente sostegno emotivo).
Sul posto di lavoro, purtroppo devi essere sempre forte. Si, magari ti sfoghi una volta, poi stai meglio, ma nel tempo sara' una cosa che ti si ritorcera' contro. Soprattutto se sei una donna.
Purtroppo la psicoterapia mi ha fatto aprire gli occhi su tante situazioni che prima vedevo diversamente. Se cio' da un lato mi ha dato la possibilita' di aprire gli occhi su certe cose, dall'altra mi ha tolto dei punti di riferimento. Purtroppo vivo una vita diversa a tanta gente che conosco, e con cui non condivido abitudini e modi di vivere da anni. E non dico che la mia vita sia piu' dura della loro, perche' la vita e' di sicuo dura per tutti, pero' nonostante io veda i miei privilegi ed anche gli svantaggi della vita che ho scelto, loro no. Loro vedono solo gli svantaggi. E posso capire che il fatto che io veda entrambe le cose sia dovuto al fatto che ho provato sulla mia pelle tutte e due le situazioni, e magari dovrei essere piu' comprensiva, ma sono nervosa e stanca.

Sono davvero stanca. Purtroppo non posso riposarmi, neanche un po'.....e fino a natale, avro' all'attivo solo 4 gg di ferie, comprese le feste comandate, piu' un sacco di weekend di lavoro. Come dicevo, amo il mio lavoro ed e' la vita che ho scelto, questo lo riconosco come un vantaggio. Pero' non posso negare che sono stanca. Che a volte mi sento soffocare, e devo razionalizzare, e mettermi calma. A volte al mattino vorrei stare a letto, ma mi convinco che devo andare e che sara' una bella giornata.
Pero' quando sento alcuni amici che si lamentano perche' sono stanche, dopo che i weekend non lavorano mai, oppure lavorano part-time e non piu' di 10 ore alla settimana, oppure si sono fatte 3 settimane di ferie con mete paradisiache, piu due o tre ponti qua e la'. Hanno una casa pagata e un lavoro relativamente sicuro. Ecco, quando loro si lamentano che sono stanche, a volte non li capisco.
Hai 2 gg alla settimana o piu' dove non lavori, hai meno di 70 anni, ti fai almeno 3 settimane di ferie all'anno dove ti puoi permettere di andare a non fare un cavolo, non hai l'assillo del trovare lavoro ogni anno, o del rinnovo del contratto, o del mutuo, e puoi permetterti di comperarti casa e di arredartela come ti pare....e sei stanco?

E' proprio vero che nella vita tutto e' relativo, eh. Loro hanno sempre vissuto cosi' o meglio, e non conoscono il resto, la precarieta' assoluta, il lavoro costante, la solitudine del doversi fare tutto da soli, e se capisci bene, altrimenti bhe, saranno cavoli tuoi.

  

Thursday, August 23, 2012

Cosa c'e' che non va in noi donne?

Lo so, tutte le volte che scrivo sembro sempre incavolata col mondo.....e forse un po' lo sono, ma forse no...di certo le idee chiare non mi mancano! :-)

Comunque, mi chiedevo cosa c'e' che non va in noi donne o forse anche gli uomini fanno cosi', ed io non ne vedo. Perche' veniamo trattate male, mollate, circondate di silenzi magari proprio quando la nostra vita stava subendo un brutto cambiamento...e poi quando il lui in questione torna, ci chiede di incontrarci, noi subito diciamo di si, facciamo a botte per ri-organizzare la nostra vita, lui decide anche l'ora, il giorno e noi andiamo pure a farci la piastra ai capelli....senza neanche chiedere perche' vuole vederci....
Con la speranza segreta che ci dia cio' che ci prima non poteva darci, che ci dica che siamo le unice ed importanti per loro, che si facciamo perdonare in un'ora mesi e mesi di solitudine e abbandono....
Perche'?????

Non parlo di me per forunta....ma in passato l'ho fatto anche io, e quando vedo queste donne comportarsi cosi', penso che se fossi io oggi, spero di avere la forza interiore per essere diversa, per usare il cervello prima di ogni altra cosa, ed allora prima mi dici cosa vuoi, poi vediamo se mi va di ascoltarti. Poi visto che chi vuole parlare sei tu, decido io quando vederci, e la mia vita non cambia di una virgola. O tu ti adatti ai miei orari ed alle mie necessita', oppure nada.
E' che cosi' molti, quelli meno interessati, direbbero No, non ci possiamo vedere. Si chiama selezione naturale. Lo so che fa paura, ma ci evita di perdere tempo.

Lo so che non e' cosi' facile, che come dice mia madre, siamo tutti adolescenti ed inesperti di fronte ai sentimenti, pero' lo voglio scrivere come pro memoria, per ricordarmi che il bisogno di essere amati e desiderati, non puo' andare contro la nostra dignita'. Con la persona giusta, le due cose co-esistono!

     

Friday, July 6, 2012

Purtroppo devo dire che a volte, come in questi momenti, la mia fede nell'umanita' vacilla....ho ripromesso a me stessa che non sarebbe mai crollata del tutto, perche' non posso pensare di vivere senza, ma solo per quello, onestamente. Purtroppo, in questi giorni, trovo che la gente spesso non vuole conoscerti per un loro interesse personale a capire come sei, la maggior parte si vuole fermare alla superficie per svariati motivi. Ora, io non mi ritengo una persona particolarmente interessante, ma se la gente vuole conoscermi, vorrei lo facesse cercando di capirmi fino in fondo, altrimenti che lasciassero perdere. A me qusta sembra logica, ma non trovo che la gente sia cosi' razionale, anzi....

Case and point:
Io sto in un ufficio con una collega (anche se non faccio lavoro di ufficio, in queste settimane mi sono spesso trovata alla mia scrivania). In ufficio da me (oltre alla collega, che anche lei c'e' e non c'e'), c'e' la macchina del caffe', il frigo  e spesso dei dolcetti (o bevande) che sono a disposizione di tutti. Come immaginate, c'e' un discreto via vai di gente che entra ed esce, che a volte si siede qui a prendere un caffe' etc. Ora io sto lavorando e chiunque entri, anche se mi vede chiaramente intenta a lavorare, sente il bisogno di parlarmi, di dire qualche cosa (cose del tipo "Mi faccio un caffe'", "mangio un biscotto"....mica cose interessanti eh). Se inizio a rispondere a tutti, a parlare con chiunque entra, o con chiunque passa di qui, ho finito di lavorare. Devi chiedermi qualche cosa di lavoro, va benissimo, ci sono, e ti aiuto. Hai bisogno di qualche cosa che non e' legata al lavoro, OK, ti aiuto, non c'e' problema. Ma richiede un grande sforzo intellettuale, capire che se non hai nulla da dire, e vedi chiaramente che io sto lavorando, magari non mi disturbi dicendomi che mangi un altro biscotto? o che ti prendi il caffe'? fallo e taci!
Fino ad ora ho risolto isolandomi, capacita' fra l'altro che ho semrpe avuto, penso ai fatti miei e gli altri sono una musica in sottofondo, e lavoro. Pero' questo scatena sentimenti contrastanti.

Ieri ero alla mia scrivania, concentrata a scrivere, che sai poi quando le idee vanno via, recuperarle e' dura, anzi durissima. Un collega entra per mangiarsi un muffin, due parole Ciao come, stai tutto OK. E poi io continuo a scrivere, e lui a mangiarsi il suo muffin. Ora quando vedi al lavoro una persona china sulla tastira che sta scrivendo velocissima, vedi i file sul pc e fai lo stesso lavoro (quindi  prima o poi in quela posizione ci sei stato anche tu) c'e' bisogno di qualche sottotitolo per capire che ero impegnata?
Questo si ferma vicino a me "come va la cosa che stai scrivendo?", io sempre educatissima ti dico "tutto OK, grazie" e poi continuo nella stessa posizione di prima....Questo non si muove, ed io continuoad ignorarlao e lavorare e lui ancora "No, perche' noto che quando scrivi parli meno".
No really???? mi interrompi ANCORA davvero per farmi notare che quando scrivo parlo meno??? non potevi farmelo notare in un altro momento, tenertelo per te? no....e ad una cosa del genere come dovrei rispondere? la gente vuole essere notata, se tu appena entrano non alzi la testa e saluti o se ti comporti in un modo diverso da come loro pensano ti comporteresti, ecco che subito diventi un caso. In tutto cio' pero' non c'e' la voglia di conoscerti, o di capire le tue esigenze (il collega sopra ne e' un esempio lampante), quanto il tutto e' rivolto a loro.
Sono stanca....
    

Post per Chiara

Scusandomi per il super-ritardissimo, volevo ringraziare Chiara per avermi nominata nel suo blog!
http://chiarabambolara.blogspot.com/

Sei stata molto carina e ti ringrazio tanto!
Volevo dire che anche a me sembra sempre che gli altri scrivano meglio (Chiara compresa), ma credo sia una sensazione normale che abbiamo quando leggiamo gli scritti di altri! :-)

Adesso aggiorno! :-)